Ricerca scientifica

Roversi Mario

Sembra che gli animali e l’uomo emettano delle radiazioni la cui intensità e frequenza sono estremamente basse; si avrebbe anche una certa radioattività, anch’essa molto esigua ed i principali fenomeni biologici sarebbero accompagnati da emissione di fotoni.
La mummificazione è la proprietà, presente in alcuni individui, di provocare delle modificazioni conservative su tessuti viventi per mezzo di ripetute apposizioni delle mani senza che le stesse tocchino il tessuto in questione.
” E’ fenomeno raro che rivela nell’uomo probabilità ignorate dai trattati scientifici. Esso è inoltre
espressione sicura del soggetto che lo manifesta; si presenta chiaro, non si presta a trucchi di sorta e non consente interpretazioni trascendentali” (Mendicini)
Questo tipo di mummificazione è stato studiato anche in Italia, dal prof. Aldo Martelli dell’università di Torino: le interessanti conclusioni sono state pubblicate su “Minerva Medica” nel 1986: “è stato studiato con tecnica precisa un soggetto noto come pranoterapeuta e sono stati fatti esami istologici su preparati di tessuti da lui trattati (cute e muscoli) riscontrando che detti tessuti si presentavano molto simili a quelli prelevati da mummie egiziane già precedentemente studiate dallo stesso istologo. Sono stati anche esaminati preparati di fegato trattati pranicamente e non trattati, riscontrando un ritardo significativo della comparsa morfologica dei fenomeni putrefattivi nei frammenti trattati rispetto a quelli non trattati: mentre a distanza di un mese il fegato non trattato risultava irriconoscibile ed inutilizzabile per preparati, quello trattato mostrava consistenza dura, friabile, genericamente di aspetto mummificato ed istologicamente era riconoscibile un’impronta architettonica generale ovviamente alterata nel senso di una mancanza di nuclei evidenziabili e fini dettagli con contorni cellulari per la maggior parte assenti”.